lui era il filosofo
quello che ubriaco mi parlava della sua vita
e degli incontri con kurt cobain
quello che ubriaco quasi piangeva e mi diceva che mi amava
quello che giurava che me l'avrebbe leccata fino alla morte
quello che mi carezzava la schiena quando avevo la maglietta scollata
e mi sussurrava all'orecchio "velluto"
quello a cui non ho mai concesso nulla.
nonostante i brividi.
ed eccolo qui. che lo incrocio al ritorno dell'aperitivo.
che mi abbraccia. e mi dice che stasera è da solo.
e io che gli dico di no. di nuovo.
nonostante i brividi.
e la voglia che mi prenda e non mi faccia uscire di casa fino a domani.
posso dire di no. voglio dire di no.
ciao filosofo. vado a casa.
non ho bisogno di te.
scopami fra
fiori urlanti
strategie
(ho in testa questa canzone. ho un'inaspettata assenza di voglie. rimane solo la voglia di baci.)
...anche di una sigaretta.
domani vado a farmi togliere queste cose che mi son saltate fuori.
il colpevole dice che no non ce le ha lui.
"puoi controllare se vuoi..." no vaffanculo...io non guardo.
vado a farmele togliere e poi apro un milione di occhi.
vado a farmele togliere e sana e felice chiuderò le gambe.
vado a farmele togliere...mi farà male?
boh.
è che non mi preoccupo di niente.
mi fido del doc.
però vorrei una dose doppia di coccole al mio ritorno.
e lo sapevo
c'è una parte di me...un punto di me che ha voglia di saltare.
saltare e specchiarsi.
fissarsi dritta negli occhi.
come se tu lì sotto non esistessi.
io voglio guardarmi e voglio sentirti.
solo che questo "-ti" non ha un volto.
ho voglia. ho voglia di me.
ed è così facile avermi.
troppo facile.
stasera mi dico di no.
comincio da me. magari riuscirò con gli altri.
ci son cose che fanno comunque male.
anzi no che mi fanno incazzare.
la tua casa. ci sono entrata con la testa stasera. il pensiero che abbiamo fatto l'amore in ogni angolo di quella casa. che ci ho messo piede per la prima volta quando era vuota e gelata. e l'hai riempita e riscaldata. sono entrata in quella casa ed era novembre e non c'erano più di sette gradi. abbiam fatto l'amore sul pavimento freddo. coperti un pò dai nostri cappotti. ce ne fregavamo del freddo. c'eravamo noi. e poi ci hai messo tutto. e ti ho dato una mano a volte. e la sera stendevamo qualche coperta per terra e avevi rubato una trapunta a tua mamma. accendevo le candele e ci stringevamo. odore di cera e canfora. e poi la cucina, i divani. le pareti colorate. il tuo giardino da innaffiare. e tutti gli oggetti scemi che ti eri comprato. quando la tua casa è diventata una casa in cui si poteva vivere mi hai lasciata. e sapere che so dove sta ogni dannatissimo stupido oggetto in casa tua mi fa incazzare.
l'hai costruita con me vicino.
ho fatto l'amore con te in ogni angolo di quella casa.
ma c'è un'altra donna che dorme con te.
e questa cosa. permettimelo. mi fa incazzare.
volevo dirtelo prima, poi abbiamo cambiato discorso e quindi mi è sfuggito dalla mente.
volevo dirtelo. perchè comunque è una cosa bella.
hai in mente quando abbiamo cominciato, poi ti sei fermato perchè "era buffo"?
ecco. poi ci siamo messi nudi a parlare.
ogni tanto ci abbracciavamo e mi facevi le carezze.
ecco. quella cosa lì.
mi sono emozionata. è una delle cose belle che ricorderò.
anche se è una piccola emozione questa in confronto a quelle che vivi ora...grazie.
mi hai dato una cosa che mi mancava, o comunque me l'hai fatta vedere. ora so che è possibile staccarsi dal "carnale".
spero che sia stata una bella emozione anche per te.
buonanotte Amico.
(e adesso ti faccio rosicare perchè ti mando un sms dicendoti che ti ho dedicato un post. eheh)
l'idea è quella di scrivere lasciando liberi i pensieri. qui nel mio antro delle cose non dette, di un lato di me così poco nascosto in realtà, ma forse per questo spesso travisato o lasciato in superfice. in testa una frase...non concederti subito. se uno aspetta ad averti ha tempo per scoprire il tuo valore.
lo so che hai ragione, dannatamente ragione. ma come si fa? come posso se ad ogni bacio si scatena una tempesta? come posso essere forte di fronte all'emozione più bella? e se lo faccio è perchè in quel momento lì è la cosa giusta da fare.
e dovrei imparare a sparire di più. dovrei imparare a non tormentare più la mia testa di pensieri. dovrei star bene anche nell'assenza. dovrei smettere di pensare "ok son due ore che non lo sento, allora ha aspettato abbastanza. lo chiamo". dovrei essere dura. e mi chiedo perchè. perchè questo meccanismo malefico di attendere. di privarsi delle cose belle. dei piaceri. il piacere delle parole di un amico o del corpo di un amante. non ho mai sopportato le diete. non voglio essere a dieta di Vita.
e poi proprio io. che lascio tutta la libertà del mondo. che non voglio essere una gabbia, ma uno spiraglio. proprio io che impegno corpo e testa.
io che non mi so "tenere". mi arrabbio spesso pensando a teo che mi diceva che per me non c'era niente di nuovo. però è vero. a volte mi chiedo cosa potrò consegnare all'Amore.
poi smetto di pensarci e ricomincio da capo.
Vi odio
per non amarvi più
vi odio, vi disprezzo, scavo nel vostro ricordo per costruirvi un difetto.
per giustificare il mio dolore e le vostre scelte.
per odiarvi con meno violenza e più rassegnazione.
per amarvi ora e sempre.
siete le mie strade sbagliate, o giuste, chissà.
strade che diventano di improvviso ripide o che si interrompono. impedendomi di continuare.
nei vostri ultimi kilometri appaiono svincoli che finirò con l'intraprendere.
la mia vita è in modalità labirinto on
non la cambierei con un rettilineo nei campi.
per questo preferisco le città alla campagna.
tra mille strade ti perdi, ma arrivi comunque da qualche parte.
quando ti capita di perderti in campagna ti senti perduto. non c'è niente e c'è tutto intorno a te, ma nessun punto di riferimento.
e quando io mi perderò saprò ritrovarmi. perchè la mia Vita è così.
e a voi continuo ad odiarvi. con tutto l'amore che posso io vi odio.
e vi ringrazio. mi avete fatto vedere il Mondo.